#SaporideiSassi10: grazie a voi, auguri a noi

I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano in relazione all’andamento italiano del settore food online nell’anno 2017 parlano di un aumento del fatturato del 37% rispetto all’anno precedente. Se prendiamo in considerazione solo gli e-shop di prodotti tipici, alta gastronomia e alcolici (vini e distillati) la crescita è significativa ma comunque più ridimensionata (+13% rispetto al 2016). Inoltre, tenendo a mente che il food, all’interno del più ampio giro di affari delle transazioni online, in Italia rappresenta solo il 4%, l’insieme di questi dati ci restituisce un messaggio chiaro: il potenziale di crescita del settore è ancora enorme.

Negli ultimi anni la crescita, se pur variabile, è stata costante. Le motivazioni sono molteplici, sia legate al mercato globale dell’e-commerce italiano, sia relative allo specifico settore. L’e-commerce italiano nel complesso è di per sè molto indietro rispetto al resto d’Europa, e il settore della gastronomia rappresenta la vera prova di maturità poichè quello del food è forse l’ambito più difficile da sviluppare online a causa delle problematiche oggettive e della reticenza dell’utenza dovuta ai possibili problemi che possono svilupparsi.

Le problematiche oggettive che chi fa e-commerce alimentare è costretto ad affrontare quotidianamente sono legate, ad esempio, alla fragilità dei prodotti, alla deperibilità, alla catena del freddo da mantenere sino a destinazione, alla longevità dei prodotti. Insomma spedire bulloni è un tantino più semplice che spedire formaggi, tanto per fare un esempio.

Poi ci sono i (comprensibili) timori degli utenti rispetto all’acquistare online il cibo. Gran parte di questi coincidono con le problematiche che i merchant devono affrontare, altri, sono più legati a un sentimento di scarsa fiducia.

Nel 2018 festeggiamo i nostri primi 10 anni di attività e-commerce. Ricordo agli inizi quando ricevere un ordine era un evento che rallegrava la settimana. Se oggi le difficoltà sono ancora queste, provate a pensare a cosa volesse dire fare e-commerce nel settore food 10 anni fa. Quando le esperienze che ci avevano preceduto erano pochissime e al di là di Esperya, gran parte degli esperimenti erano miseramente falliti.

Una crescita graduale, lenta e costante

Non eravamo una di quelle startup con milioni di euro di finanziamenti alle spalle, nè vi erano i capitali tali da partire in quarta con fior di consulenti web, marketing e pubblicità a tutto spiano. No, niente di tutto questo. Eravamo due ragazzi (ora marito e moglie) che con i sacrifici di esperienze precedenti e una buona parte di debiti, hanno scommesso e creduto nelle potenzialità di questo settore. Inizialmente solo prodotti confezionati a medio-lunga scadenza della Basilicata, nostra terra d’origine (a Matera, nel cuore dei Sassi, abbiamo aperto anche un negozio fisico). Poi si sono aggiunte altre regioni con tutto il loro bagaglio di eccellenze gastronomiche (Puglia, Calabria, Campania e Sicilia). A mano a mano che passavano gli anni, accogliendo le crescenti richieste dei nostri clienti, ci siamo aperti a nuove categorie di prodotti, sino ad arrivare a quelli che sono i prodotti più difficili da commercializzare online: i freschi. Coscienti dell’opportunità ma anche del rischio che ciò comportava, ci siamo lanciati e abbiamo affrontato la sfida. I latticini, ad esempio, necessitano di tempi di consegna strettissimi e rigidi protocolli di conservazione. Oggi portiamo quotidianamente sulle tavole di tutta Italia mozzarelle, burrate, scamorze, pane e focacce. Da pochissimo all’interno del nostro shop ci sono anche i distillati e pochi altri prodotti simbolo dell’alta gastronomia. Insomma, continuiamo a muoverci. A piccoli-grandi passi, ma costanti. Oggi festeggiamo i nostri primi 10 anni di attività, ma anche, consentitecelo con un pizzico di orgoglio, lo straordinario risultato con il quale abbiamo chiuso l’anno appena passato.

Tanti auguri a noi, ma grazie di cuore a tutti voi.

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