Cos’è l’acquavite e qual è la differenza con la grappa?

Cos’è l’acquavite? In che modo si differenzia dalla grappa?

In questo approfondimento cercheremo di rispondere ad alcuni dei quesiti più popolari nel mondo dei distillati che, molto spesso, genera inesattezze e confusione.

grappa e acquavite

In realtà la differenza tra grappa ed acquavite è piuttosto semplice ma per chi non è un esperto conoscitore potrebbe non essere così immediata da comprendere.

La differenza tra grappa e acquavite riguarda l’origine, la denominazione e la materia prima impiegata per la distillazione e qui di seguito ti aiuteremo a capire tutto quello che devi sapere. 

L’ABC della distillazione: sono le materie prime a fare la differenza

Per prima cosa devi sapere che “acquavite” è un termine generico che potrebbe essere assimilato a quello di “distillato”.

Ciò che trasforma un distillato in acquavite è la materia prima impiegata per ottenere la bevanda e la sua provenienza.

Difatti i distillati di vinacce italiane sono riconosciuti come “Grappe” e a riprova di ciò vi è l’Indicazione Geografica Protetta che stabilisce la denominazione. 

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Quando il distillato proviene da uve francesi Ugni Blanc, invece, avremo davanti un Cognac, anch’esso tutelato dall’indicazione geografica AOC.

Infine i distillati di vino in generale provenienti da qualsiasi Paese o vitigno sono tutti identificati come Brandy.

Per l’esattezza tutte le materie prime di provenienza danno vita a distillati differenti perché, per esempio, la distillazione delle patate da vita alla vodka così come quella di cereali da vita al whisky e così via..

Due procedimenti e due sapori molto diversi 

Ovviamente la differenza tra grappa e acquavite risiede anche nel sapore e nella consistenza e nella struttura della bevanda.

In particolare la Grappa si produce con la distillazione della vinaccia, un mix di bucce e vinaccioli di uva fresca.

L’acquavite si ottiene dalla fermentazione dell’uva intera che comprende mosto e vinacce. 

bicchiere di acquavite

La differenza è sottile per i profani ma incolmabile per chi se ne intende perché nel processo di distillazione intervengono zuccheri, acidi e molecole che danno vita a prodotti decisamente diversi tra loro.

Il regolamento CEE 1576 del 1989, n particolare, stabilisce che l’acquavite di uva sia identificabile come distillato di frutta e da qui il DPR 297 del 16 luglio 1997 riprende i termini definendo la denominazione e la commercializzazione. 

Come nascono Grappa e Acquavite?

La Grappa nasce dunque da una distillazione di bucce e vinaccioli dalla quale si ottiene una bevanda con una gradazione alcolica medio alta smorzata dalla miscelazione con acqua demineralizzata.

Il procedimento di distillazione delle vinacce è molto complesso e rigoroso, motivo per cui deve essere compiuto da veri esperti per ottenere un prodotto pregiato.

Il mastro incaricato trattiene testa e coda del distillato seguendo con attenzione le temperature di evaporazione e, infine, preleva il prodotto bevibile per passare all’affinamento in botti di legno. 

Comprare grappe

L’acquavite, invece, si ottiene dal distillato di mosto, ovvero di succo o vinacce fermentate.

Si tratta di un prodotto tipico italiano che prevede la pigiatura degli acini per passare, poi, alla fermentazione e alla distillazione del succo d’uva fermentato (mosto) insieme alle bucce e ai vinaccioli.

A differenza della grappa l’acquavite invecchia in piccole barrique pregiate oppure in vasche di acciaio inossidabile e, al momento dell’imbottigliamento, viene diluita con acqua e poi filtrata. 

Differenze e somiglianze tra grappa e acquavite

Le differenze tra grappa e acquavite, quindi, si collocano durante tutto il processo di produzione che, per l’appunto, da vita a distillati molto diversi tra loro.

L’acquavite è il distillato generico che possiamo collocare a metà strada tra il brandy e la grappa e assume sapori aromatizzati e liquorosi. Potremmo dire che sul palato essa sia più raffinata e fruttata rispetto alla durezza alcolica della grappa. 

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Quest’ultima, invece, si presenta più rude in tutte le sue declinazioni ma sprigiona il bouquet di aromi a seguito dell’affinamento in botte di legno, assumendo così sentori boschivi, legnosi e fortemente aromatici. 

Entrambe si servono fresche, in bicchieri tondeggianti che non bisogna scaldare con le mani per non far evaporare gli aromi.

Molti mandano giù la bevuta in un colpo solo ma non c’è cosa più sbagliata per degustare entrambi i distillati.

Difatti questi regalano al palato tutti gli ingredienti dalla fermentazione alla distillazione a piccoli sorsi, in modo che lingua e naso non vengano anestetizzati dall’alcol.

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