Pasta al dente: ecco perchè è molto più digeribile

Al dente o molto cotta? La nostra tradizione, per quanto riguarda le abitudine culinarie italiane, ci impone quasi la cottura al dente. 

Un’abitudine che ci è tramandata da generazioni e che, molto spesso, ci fa sorridere davanti al modo in cui al di fuori dei nostri confini nazionali, è consumata la pasta in tutte le sue varianti. 

spaghetti al dente

Quello che in pochi sanno, infatti, è che la differenza tra pasta dente o molto cotta non è solo una questione di gusti, ma ha anche ripercussioni su quelle che sono la digeribilità del prodotto e le sue proprietà nutritive. 

Possiamo dire, infatti, che la pasta al dente è molto più digeribile di quella stracotta per una serie di motivi che andremo a vedere.

Il consiglio, quindi, è quello di continuare a seguire questa abitudine se già siamo amanti della pasta al dente e, in caso contrario, di iniziare a cambiare le proprie abitudini. 

Pasta al dente: migliora la digeribilità, ma non solo

La prima cosa essenziale da sapere è che la pasta è composta principalmente da due elementi: glutine e amido. 

Questi due elementi, durante la cottura, si comportano in maniera completamente opposta.

Il glutine, infatti, assorbe i granuli di amido, mentre quest’ultimo assorbe l’acqua di cottura fino a disperdere il suo contenuto nell’acqua. 

Maggiore sarà il tempo di cottura, quindi, maggiore sarà la quantità di amido che andrà dispersa nell’acqua, facendo perdere alla pasta una buona parte delle proprie qualità nutrizionali. 

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Un altro elemento che pende a favore della pasta al dente è anche quello relativo al tasso glicemico.

Un’ottima pasta cotta al dente, infatti, ha un basso indice glicemico visto che l’amido può essere assimilato in maniera graduale.

A differenza della pasta molto cotta che, una volta ingerita, forma un impasto colloso difficile da digerire.

Elementi che depongono in favore della pasta cotta al dente, ma che riguardano solo l’aspetto della digeribilità.

La pasta molto cotta, inoltre, proprio per il rilascio di buona parte delle proprietà nutritive nell’acqua di cottura ha un alto livello glicemico che la rende sconsigliata per le persone che devono seguire una dieta ipocalorica.

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