Panettone vegano: le principali differenze (poco discusse) rispetto il panettone classico

Panettone Vegano

Il panettone è un dolce tra i più venduti e consumati nel nostro Paese.

La sua ricetta originale è conservata con cura dai mastri pasticceri più rilevanti in Italia ma a queste si sono ben presto affiancate delle varianti in linea con le mutate esigenze alimentari dei consumatori.

Le varianti del panettone tradizionale non hanno affatto svilito la ricetta originale ma hanno avvicinato al consumo di questo dolce anche le persone che per ragioni di salute o etiche non possono consumarlo per via degli ingredienti tra cui uova, burro e farina.

Una variante molto in voga del panettone della tradizione è quella vegana per cui oggi cercheremo di capire quali sono le differenze di gusto e sapore e se vale la pena acquistarlo per far felici tutti i nostri ospiti, compresi quelli più difficili da accontentare.

Concediti il lusso di assaggiare senza pregiudizi

Per capire se davvero ci sono differenze tra un panettone vegano ed uno tradizionale non basta guardare gli ingredienti ma concedersi il lusso della degustazione.

Per i più tradizionalisti queste varianti sono l’inizio lento ed inesorabile della fine della tradizione culinaria nostrana mentre per i più aperti ai cambiamenti non ci sono differenze sostanziali a patto che tutti siamo felici a tavola.

Diciamo che la differenza tra un panettone vegano ed uno tradizionale è racchiusa tra questioni etiche e questioni pratiche, come gli ingredienti.

Per un vero confronto dovremmo prendere ad esempio un panettone artigianale vero ed uno vegano anche se, a livello di gusto e sapore il vincitore sarebbe il primo senza troppi giri di parole.

Se però confrontiamo il panettone industriale con quello vegano il sapore resta pressoché invariato.

Che differenza c’è tra un panettone tradizionale ed uno vegano?

Dopo aver analizzato le differenze tra un panettone industriale ed uno artigianale, oggi vorremmo cercare di rispondere alla domanda portante di questo approfondimento analizzando le differenze tra un panettone classico ed uno vegano, senza cadere in opinioni personali, per le quali siamo convinti che il vero panettone tradizionale sia l’unico che merita di finire dritto sul palato.

Eppure il mercato dell’alimentazione oggi è cambiato e le richieste delle persone sono diventate più consapevoli e rispettose della salute e dell’ambiente.                  

Un vegano è una persona che ha stabilito consapevolmente di eliminare dalla propria alimentazione tutti gli alimenti di origine animale e quindi carne, pesce, uova, latte, formaggi e miele.

Questa scelta va oltre la sola alimentazione e comprende anche lo stile di vita e l’abbigliamento.

Uno stile di vita vegano abbraccia cosmetici, prodotti per la cura della casa e qualsiasi “cosa” faccia parte delle nostre vite che sia ottenuta dal regno animale.

Il veganesimo è un vero e proprio stile di vita che certamente non può essere ignorato dall’industria alimentare.

Stile di vita vegano e disciplinare del panettone: il confronto

A questo stile si oppone il disciplinare del panettone tradizionale che prevede l’utilizzo di farina di frumento, zucchero, uova, burro, uvette, agrumi, canditi, lievito madre e sale.

In alcune ricette sono ammessi anche latte, miele, malto e aromi naturali per cui è chiaro che sia un alimento decisamente off limits per un vegano.

Questo significa che i panettoni vegani siano totalmente privi di burro, uova, latte e miele che sono sostituiti da oli vegetali e leticina di soia. Bisogna quindi farsene una ragione: il panettone vegano non è un panettone ma un dolce che ci somiglia.

Se ci scrolliamo di dosso il sentimento di scetticismo e l’amore rigoroso per la tradizione possiamo tranquillamente apprezzare il panettone vegano quale dolce confezionato di buon sapore e consistenza.

Difatti non è detto che un dolce vegano debba avere un cattivo sapore anzi, tutto il contrario.

Semplicemente la fragranza, la morbidezza e il retrogusto burroso e delizioso del panettone tradizionale vengono meno per far posto ad un alimento morbido e piacevole alternativo, realizzato con ingredienti che lo rendono differente per consistenza, sapore e colore.

Vale la pena sceglierlo se a tavola ci sono vegani? Assolutamente sì perché lo spirito della condivisione del cibo è quello di avvicinare le persone e non di certo quello di farle sentire escluse.

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