10 domande a…Sara di Fiordifrolla!

ioesara

Scritto da Angela

Ed eccoci qui ad inaugurare una nuova sezione del blog, quella dedicata alle interviste a tutti gli appassionati di enogastronomia del web 2.0.  Si, perché io parlo tanto dei prodotti tipici lucani e pugliesi, delle ricette tradizionali ma…mi chiedo, quando si parla di Puglia e Basilicata, due splendide regioni dell’Italia Meridionale, a cosa pensano i gastrofanatici? E’ da questo interrogativo che nasce la voglia di chiederlo ai diretti interessati, foodbloggers, winebloggers ed appassionati di enogastronomia conosciuti nel mondo virtuale e, in qualche caso, anche in quello reale.

La prima “vittima” di questa lunga serie di interviste è una ragazza eccezionale, una bolognese tutto pepe che ho avuto la fortuna di conoscere anche personalmente: Sara Querzola che tutti conoscono per il suo bellissimo blog, anzi foodblog Fiordifrolla.  E’ proprio questa splendida ragazza in foto accanto a me: bella, dolce e di un’eleganza unica, non solo nel modo di parlare e di rapportarsi con gli altri, ma anche nel sul suo blog, nelle suo foto e nel modo in cui scrive si percepisce la raffinatezza, la preparazione e la passione di questa ragazza.

Il suo blog è sicuramente uno dei miei punti di riferimento, in quanto contiene ottime ricette, perfettamente descritte e facili da realizzare.  Lei organizza anche dei corsi di cucina a cui spero tanto di partecipare un giorno, soprattutto per perfezionarmi nei dolci.

Proprio quest’estate l’ho conosciuta perché, dopo la sua vacanza in Puglia, è venuta a trovarmi insieme a Riccardo, il suo simpaticissimo fidanzato, anche lui eccellente blogger…  Quindi, proprio perché è passato pochissimo tempo da quando è entrata in contatto con la nostra cultura enogastronomica, ho pensato di inaugurare con lei questo ciclo di interviste.

Dieci domande per capire chi è Sara e cosa pensa dell’enogastronomia lucana e pugliese.

1)      Come ti sei avvicinata al mondo del cibo?

Il mio interesse per il cibo è stato sempre vivo sin da quando ero bambina. Mi divertivo un mondo infatti ad osservare le mie nonne e mia madre mentre preparavano i piatti tipici della nostra tradizione e della nostra famiglia. Le vedevo realizzare la sfoglia, poi tortellini, tortelloni, lasagne, tagliatelle e via dicendo, tutte cose che mi hanno sempre affascinata.

2)      Quando hai deciso che questa sarebbe diventata la tua professione?

Al momento non si può dire che sia diventata una professione, anche se devo dire mi piacerebbe molto lo fosse.

3)      Leghi ogni particolare ricetta a determinati stati d’animo, esperienze o momenti della tua vita?

Senz’altro. Ogni piatto, ogni ricetta è riconducibile ad un particolare momento della mia vita, soprattutto quelli che hanno caratterizzato la mia infanzia. A volte cucinandoli riaffiorano nella mente ricordi che giacevano sopiti per chissà quanto tempo, questo è un aspetto della cucina che mi sorprende sempre devo dire. Alcuni piatti li lego anche a persone, che possono essere membri della mia famiglia (nel caso ad esempio preparo una delle loro ricette) o amici.

4)      C’è una ricetta alla quale ti senti particolarmente legata? Perché?

Sono molto legata a tutte le ricette perché mentre le ho pensate, preparate e fotografate le ho vissute intensamente, quindi mi risulta un po’ difficile fare una scelta. Dovendo fare un nome mi viene in mente la ricetta delle raviole bolognesi di mia nonna paterna Luisa, perché sono dei dolcetti tipici della mia zona, perché li ho sempre mangiati con grande piacere e considero quella ricetta come un cimelio di famiglia, un piatto della tradizione che deve essere preservato e portato avanti nelle generazioni.

5)      Quale ingrediente non manca mai nella tua cucina?

La passione.

6)      Chi è il giudice supremo delle tue ricette?

Prima di tutto io stessa. Sono molto severa e giudico ogni ricetta con un approccio scettico per evitare condizionamenti esterni. E poi senz’altro il mio fidanzato, il cui punto di vista per me è fondamentale perché è di solito imparziale e sincero.

7)      Se ti dicessi “Basilicata”…cosa ti viene in mente?

I peperoni cruschi, il caciocavallo Podolico, il pane di Matera, l’Aglianico del Vulture.

8)      In quali ricette useresti i prodotti tipici lucani?

Prima di tutto nei piatti della tradizione lucana che mi piacerebbe riproporre anche a casa e poi anche in altre ricette per comporre e provare nuovi abbinamenti.

9)      E la Puglia? Quale/i prodotto/i enogastronomico/i leghi maggiormente a questa regione?

Le orecchiette, i lampascioni sott’olio, l’olio extravergine di oliva, il Negroamaro e il Primitivo di Manduria.

10)   E se ti chiedessi adesso di prepararmi qualcosa con prodotti pugliesi, cosa prepareresti di buono?

Le orecchiette con le cime di rapa sono la prima cosa che mi viene in mente.

Approfitto di questo spazio per ringraziare Sara, non solo grande blogger ma anche grande amica, per essersi sottoposta al mio questionario.  Le sue risposte sono prova della passione che mette in tutto quello che fa e di quanto apprezzi i prodotti lucani e pugliesi… Volete un’altra prova? Quando ad agosto è venuta a trovarmi…ha svuotato il negozio! ihihihihihi…

Se l’articolo ti è piaciuto, metti Like e condividilo sui social:
10 Comments

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial