Alexander Cocktail: ingredienti, ricetta e preparazione

Le storie sulle origini dei cocktail si perdono tra dicerie, voci, credenze e qualche minima e sparuta fonte. Nel caso dell’Alexander Cocktail ci troviamo davanti ad un’origine incerta, datata all’inizio del novecento e per cui abbiamo reperito parecchie versioni.

Volendoci affidare alle sole fonti certe, ovvero quelle scritte, abbiamo scoperto che questo cocktail compare per la prima volta in un ricettario nel 1910 ma con una ricetta totalmente differente da quella che oggi conosciamo. Nello “Straub’s Manual of Mixed Drinks” del 1913 troviamo, infatti, la ricetta dell’Alexander Cocktail caratterizzata da Benedectine e Rye Whiskey.

Mentre il Benedectine è un liquore prodotto in Normandia dall’alto potere digestivo, il Rye Whiskey è una particolare tipologia di distillato proveniente dagli Stati Uniti, molto grezzo e dal sapore decisamente meno elegante di quello irlandese o scozzese.

La storia dell’Alexander Cocktail è (forse) tutta newyorkese

Sappiamo anche che, con una certa probabilità, il cocktail fu inventato da un esperto bartender di New York per i festeggiamenti di una campagna pubblicitaria il cui personaggio di punta, la mascotte Phoebe Snow, era interamente vestita di bianco e da cui si ispira l’utilizzo della crema di latte.

Se la storia è incerta e corredata da poche fonti, la sua ricetta è più che nota dato che l’Alexander Cocktail è un drink molto diffuso e richiesto in tutti i bar del mondo.

Si tratta di un mix cremoso e dal gusto denso e corposo che si presta bene per un aperitivo estivo o invernale e che, nonostante l’utilizzo di panna, cacao e noce moscata è di facile abbinamento in qualsiasi periodo dell’anno.

Una storia e tante versioni: tutti i sapori dell’Alexander Cocktail

Sempre rispetto alle origini dell’Alexander Cocktail sappiamo che esso è conosciuto anche con altri nomi tra cui Gin Alexander, Panamà e Princess Mary.

Questi nomi indicano erroneamente il cocktail originale perché, per esempio, il Panamá è un mix simile ma per cui viene impiegato il rum al posto del gin. Sembrerebbe anche che il Panamá sia spesso confuso con il Brandy Alexander, ovvero un cocktail simile all’Alexander ma per la cui preparazione viene impiegato il rum.

Il nome stesso è caratterizzato da una serie di interpretazioni per cui si ritiene che esso sia dedicato a numerosi leader della storia, tutti uniti dallo stesso nome: Alessandro Mango, Alessandro II di Russia (lo zar), Alexander Woollcott (scrittore e letterato) e, in ultimo, dal nome del barman che lo avrebbe ideato al “Rectors’” di New York, ovvero Troy Alexander.

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Le versioni più conosciute

Tutte queste variazioni hanno dato vita ad una famiglia di cocktail molto simili tra loro e che non vanno mai confusi con l’Alexander Cocktail, di cui vediamo la ricetta originale qui di seguito.

Uno dei più famosi è il Grasshopper che però impiega un liquore aromatizzato alla menta al posto del gin. La ricetta del Grasshopper è comunque riconosciuta tra i cocktail ufficiali della IBA, la rassegna mondiale più autorevole del settore.

La versione “femminile” è Alexandra, il nome del cocktail in cui il cacao e la crema di cacao chiara sostituiscono la noce moscata. Ci sono poi due versioni discendenti dalla ricetta originaria che si conoscono con il nome di Alexander’s Sister ed Alexander’s Cousin.

Nel primo si usa liquore alla menta come nel Grasshopper al posto della crema di cacao. Nel secondo sono impiegate panna e crema di whisky. Altre versioni di questo cocktail sono l’Alejandro, l’Iksander, l’Oleksandr ed il Velvet Hammer sbagliato.

Ognuna di queste ricette impiega piccole micro-variazioni della base alcolica o della guarnitura finale che si avvicina di molto all’Alexander Cocktail originale ma che differisce in sapore, consistenza e gradazione alcolica.

La ricetta originale che vi stiamo per presentare qui di seguito è quella riconosciuta dalla IBA e caratterizza il vero ed inimitabile Alexander Cocktail che potrete realizzare a casa per stupire i vostri ospiti.

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La ricetta dell’Alexander Cocktail: equilibrio, gusto e semplicità

Come avrete compreso, quindi, la ricetta è caratterizzata da un elevato grado di incertezza circa la sua reale originalità. Le dosi e gli ingredienti ufficialmente riconosciuti, tuttavia, sono pochi e semplici. La struttura è composta da tre sole parti: una di cognac o gin, una di panna fresca e una di crema di cacao scura. Nulla di più.

  • Cognac (3 cl)
  • Crema di cacao (3 cl)
  • Panna fresca (3 cl)

Il procedimento è semplicissimo e richiede l’utilizzo del mixer per servirlo come si deve. Per un solo drink sarà sufficiente mixare tre centilitri per ogni ingrediente ma attenzione! La ricetta è semplice ma si regge proprio sull’equilibrio tra alcol, panna e crema di cacao per cui dovrete essere estremamente precisi con la quantità da versare.

Gli ingredienti devono essere shakerati con ghiaccio per circa venti secondi e versati in un bicchiere ghiacciato. Sul drink andrete poi a grattugiare una spolverata di noce moscata e il cocktail sarà pronto per essere servito. Facile, vero?

L’Alexander Cocktail fa parte della categoria degli “indimenticabili” per l’autorevole giudizio dell’IBA e siamo certi che, ora che ne conoscete ogni dettaglio, non vedete l’ora di poterlo degustare avidamente… perché farete fatica a dimenticarlo anche voi!

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