Le origini dell’Albero di Natale: ecco come è diventato tradizione

Da tempo immemore, le tradizioni natalizie hanno scandito settimane di festa, donando carattere ad una ricorrenza ricca di magia, amore e tanta dolcezza. Tra le tantissime tradizioni che avvolgono questa particolare atmosfera, quella dell’Albero di Natale è forse la più iconica di tutte, definendo un vero e proprio simbolo.

Ad oggi, già durante la prima settimana di Dicembre, decine di famiglie preparano il loro Albero di Natale, posizionandolo in casa e ricoprendolo di addobbi, luci e ghirlande colorate.

Albero di Natale addobbato

Vi siete mai chiesti, però, quali sono le origini di questo mitico simbolo?

Chi è stato il primo ad introdurre questa modalità?

In questo approfondimento scopriremo tutte le origini nascoste dell’Albero di Natale, chiarendo una volta per tutte chi lo ha “inventato”.

Le origini dell’Albero di Natale: Celti e Vichinghi

Qualunque sia lo stato sociale di una famiglia, tutti almeno una volta hanno addobbato il proprio Albero di Natale. Ma da dove proviene questa usanza?

Bisogna infatti sapere che la tradizione dell’Albero di Natale è, al contrario di quanto generalmente si pensi, completamente pagana. Non si tratta di una posizione presa per via della religione, ma di un culto mosso da motivazioni che trascendono la ricorrenza religiosa che combacia con il Natale di Cristo.

Per comprendere a fondo il significato dell’Albero bisogna dunque tornare alla cultura Celtica e, nello specifico, a quella dei Druidi.

Questi infatti, sacerdoti Celti, consideravano l’Abete come un simbolo di vita e di fortuna. Tale considerazione era, tra l’altro, dovuta al fatto che la pianta in questione fosse appunto una sempreverde, rimanendo in vita anche nei mesi più duri dell’anno.

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Fu proprio durante lo splendore Celtico che, con l’avvicinarsi delle stagioni più fredde, gli Abeti venivano tagliati ed addobbati con ghirlande, nastri colorati, fiaccole e pigmenti colorati, con il solo scopo di rendere omaggio agli spiriti della foresta.

Anche i Vichinghi, tuttavia, sono un altro grande popolo che ha adorato l’Abete Rosso, anch’esso spesso considerato come un simbolo dai grandi poteri magici. In quest’ultimo caso, gli alberi venivano addobbati con fiori e colori, con lo scopo di propiziarsi una primavera florida e rigogliosa.

L’avvento della Cristianità sull’Albero di Natale

Il concetto dell’Albero della Fortuna si trasformò poi in Albero di Natale, quando nel mondo arrivò il Cristianesimo. In questo caso, però, a differenza di quanto raccontino le storie popolari, il momento che ispirò tale connessione non fu propriamente la nascita di Gesù, quanto più il concetto che vi ruota attorno come conseguenza.

Il significato puramente religioso proviene infatti da una scena dell’Eden, in cui durante la nascita di Cristo, l’albero al centro del Giardino dell’Eden divenne il centro del perdono per l’umanità.

Albero di Natale di notte

Il primo Albero di Natale

Si può dunque confermare, oltre ogni dubbio, che le origini dell’Albero di Natale si possano riassumere per due correnti di pensiero:

  • Una legata alle tradizioni storiche di Celti e Vichinghi;
  • Una connessa al Cristianesimo e all’Albero dell’Eden.

Nonostante tutto quello che è stato elencato finora, però, il primo vero Albero di Natale apparve solo nel 1441. La sua prima apparizione avvenne infatti in Estonia, e precisamente a Tallinn. In questo particolare luogo, venne infatti sistemato un enorme Abete al centro della piazza principale, attorno al quale le persone erano solite intonare canti e balli.

Tale concetto fu ripreso in Germania alla fine del 1500, per poi essere trasposto in maniera diversa in tutti gli altri paesi d’Europa.

Con il passare dei secoli, quindi, tale usanza si è evoluta ed ha seguito il proseguire degli anni, divenendo il momento di raccolta familiare e di convivialità che oggi tutti conosciamo.

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