Quanti gradi alcolici ha la grappa?

Quanti gradi alcolici ha la grappa? Questa si che è una bella domanda perché abbraccia una serie di falsi miti e leggende che oggi cercheremo di sfatare.

Per esempio in molti ritengono che la grappa sia il distillato a maggior gradazione alcolica in commercio. Altri ritengono che solo quelle più alcoliche sono considerate le più pregiate.

Ovviamente non è affatto così per cui oggi vedremo tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Calice di Grappa

Le modalità di produzione

La prima informazione importante da conoscere per capire quanti gradi alcolici ha la grappa riguarda la modalità di produzione.

Stiamo parlando di una preziosa acquavite di vinaccia che viene ricavata da uve esclusivamente Italiane. Le vinacce con cui si distilla la grappa possono essere di tre tipi.

Le prime sono le vinacce vergini che si ottengono dalla vinificazione del vino bianco e che non sono fermentate.

Poi ci sono quelle semi-vergini che si ottengono dalla vinificazione del rosato mentre quelle fermentate sono le vinacce ottenute dalla svinatura dei vini rossi.

La distinzione riguarda la presenza o meno di fermentazione delle vinacce prima della distillazione della grappa.

Difatti l’impiego di vinacce vergini o semi-vergini richiede obbligatoriamente la fermentazione delle stesse dato che la grappa è distillato ottenuto solamente da vinacce fermentate.

Approfondisci qui come si produce la grappa

L’identificazione geografica protetta

Le più pregiate prevedono anche la separazione dei vinaccioli prima della distillazione per cui raspi e vinacce sono sempre divisi accuratamente ed è ciò che sostanzialmente distingue la grappa dall’acquavite d’uva.

Le persone tendono a confondere questi due distillati che, tuttavia, sono decisamente diversi tra loro.

In particolare l’acquavite si ottiene dal mosto d’uva mentre le grappa è un distillato di vinacce fermentate identificato dalla legge comunitaria CE 110/2008-all. III che stabilisce l’identificazione geografica protetta.

La grappa, quindi, è prodotta solo in Italia e nessun altro Paese può usare questo nome per le produzioni di distillati “simili”.

La grappa è il distillato a maggior gradazione alcolica?

Assolutamente no. Sebbene sia una “bevanda” dura, forte e strutturata la gradazione alcolica può essere molto variabile.

L’immaginario collettivo vede la grappa come un distillato difficile da bere proprio perché si ritiene sia quello più alcolico in assoluto.

Tuttavia in commercio la gradazione alcolica minima è quella del 37,5% vol. un valore simile a moltissime altre acquaviti.

Poi ci sono quelle che godono della denominazione geografica protetta, provenienti da Piemonte, Trentino, Alto Adige, Lombardia, Veneto e Friuli, la cui gradazione alcolica minima è pari al 40% vol.

Comprare grappe

È vero che le grappe più pregiate sono anche quelle più alcoliche?

Assolutamente no. La grappa può essere piacevole o pregiata a prescindere dalla variazione alcolica.

Come abbiamo visto nel precedente paragrafo le grappe commercializzate hanno una gradazione alcolica minima stabilita per legge che non può essere al di sotto del 37,5% in volume.

Le grappe ad indicazione geografica protetta hanno una soglia minima lievemente superiore (40%) ma questo non è indicatore della qualità.

Ciò che le rende pregiate è la qualità delle vinacce, delle uve e del processo di distillazione. Essendo una tradizione italiana ben radicata il pregio ed il valore della grappa deriva dalle ricette dei distillatori che vengono tramandate da generazioni.

Al tempo stesso anche le fasi di produzione dell’uva così come l’ottenimento delle vinacce contribuiscono al risultato finale.

Approfondisci anche: Quanti tipi di grappa esistono? Eccoli tutti

Quindi come si riconosce una buona grappa?

Per conoscere la qualità della grappa occorre essere dei bravi degustatori. Devi sapere che a seconda dell’affinamento e delle varie fasi di lavorazione la grappa può essere aromatizzata, invecchiata, stravecchia, aromatica o giovane.

Ognuna di queste tipologie di grappa si presenta con lavorazioni differenti e assume un carattere che l’esperto degustatore è in grado di riconoscere al primo sorso.

Nello specifico una grappa giovane si riconosce anche dal metodo di conservazione in vetro o acciaio fino alla vendita.

La grappa aromatica è quella che viene prodotta da uve di Brachetto, Moscato, Traminer e Malvasia mentre quelle aromatizzate sono prodotte con l’aggiunta di erbe, radici e frutti durante l’affinamento.

Infine le invecchiate o le stravecchie sono quelle che maturano da 12 a 18 mesi in botti di legno, per cui assumeranno un sapore decisamente più corposo.

Le grappe barricate

Infine ci sono le grappe “barricate” che, stando a quanto riportato dal Mipaaf (il disciplinare delle bevande spiritose del 2016) sono quelle che invecchiano almeno per metà del tempo in barrique sotto il controllo doganale.

Le classificazioni sono molto complesse e possono coesistere nella stessa bottiglia. Per esempio la distinzione riguarda anche il tipo di vinaccia che può essere monovitigno o plurivitigno e che, certamente, va ad influenzare l’identità organolettica e la percentuale di profumazioni e aromi.

Quindi per riconoscere una buona grappa non devi limitarti alla gradazione alcolica che è una delle tante variabili che vanno a costruirne il sapore finale.

Dovrai capirne le origini, la provenienza delle vinacce e la particolarità del metodo di affinamento e distillazione che ne determinano il pregio e la qualità organolettica.

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