Esistono whisky dolci? Ecco i migliori

whisky dolce

Ho deciso di scrivere questo articolo perchè sono in molti a chiedersi e a chiederci se esistono whisky dolci, evidentemente perchè non abituati a prodotti così secchi come la stragrande maggioranza dei whisky.

Inizierei col dire che esitono whisky “dolci” ma non aspettatevi niente di simile al rum. Non a caso ho inserito il termine dolci tra apici. Si tratta pur sempre di un dolce relativo.

Cosa determina il gusto dolce o secco nei whisky?

I fattori che determinano la “dolcezza” nei whisky sono essenzialmente due, possono trovarsi singolarmente o combinati tra loro, ovviamente in questo caso il whisky risulterà più dolce.

Il malto utilizzato

Per quanto riguarda il malto utilizzato, la differenza tra un whisky più o meno dolce non è determinata dalla tipologia di malto o dalla sua origine, bensì dal fatto che sia stato torbato oppure no.

E’ infatti la torba che conferisce un sapore più secco ed amarognolo al whisky. Laddove questa non viene utilizzata si ottengono distillati più “dolci”.

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Il tipo di legno

Il tipo di legno con cui sono costruite le botti in cui avviene l’invecchiamento ha certamente un suo impatto sul gusto del whisky rendendolo più o meno dolce, più o meno speziato, a seconda delle sue caratteritistiche.

Generalemente la quercia americana ed il rovere irlandese rilasciano sentori dolci e vanigliati che contribuiscono ad addolcire il distillato.

Approfondisci l’argomento: come i vari tipi di legno influenzano il whisky

L’incidenza del legno è determinata anche dal liquido che ha precedentemente contenuto, una botte che è stata precedentemente utilizzata per maturare rum, ad esempio, apporterà al whisky sentori tipici del rum insieme ad una piccola parte della sua caratteristica dolcezza che lo contraddistingue.

L’ultima caratteristica del legno utilizzato per l’invecchiamento del whisky che può apportare dolcezza al nostro distillato è la carbonizzazione.
Si tratta della pratica dei costruttori di botti di dare letterlmente fuoco alla botte prima del suo utilizzo. Viene appiccato il fuoco internamente alla botte per alcuni minuti.

Questa pratica consente di sviluppare degli zuccheri semplici che vengono poi rilasciati nel whisky.

Maggiore è la permanenza del distillato, maggiore sarà la concentrazione di zuccheri al suo interno, pertanto più “dolce” risulterà all’assaggio.

I migliori whisky “dolci”

Fatte le dovute premesse e ribadendo, quindi, che non dovete aspettarvi whisky dolci tanto quanto i rum, passo a suggerirvi alcuni tra i migliori whisky più dolci.

Bulleit Bourbon Frontier Whiskey

I bourbon whiskey sono tendenzialmente i whiskey più dolci per via dell’alta percentuale di mais utilizzato e sopratutto per le botti di quercia americana carbonizzate che vengono utilizzate per l’invecchiamento.

Quello di Bulleit ne è un esempio, come lo è anche il celebre Jack Daniel’s.

Teeling Whiskey Single Pot Still

Ecco un eccellente Irish whiskey, ovvero un whiskey irlandese. Ottenuto da 50% orzo maltato e 50% orzo non maltato (come da tradizione irlandese).
L’invecchiamento è avvenuto per metà in botti vergini di rovere irlandese e permetà in botti ex-bourbon.

Il risultato è un eccellente distillato cremoso, dolce e piacevolmente fruttato.

Yamazakura Blended Whisky

Come è facile intuire, si tratta di un whisy giapponese ottenuto da un blend di diversi whisky, alcuni di malto ed altri d’orzo. Il blend ottenuto è stato invecchiato in botti ex-bourbon per circa 16 lunghi anni prima dell’imbottigliamento. Il risultato è un whisky dolce e floreale con piacevoli ritorni fruttati.

Cardhu 15 single malt

Si tratta di uno scotch whisky dello Speyside, in quanto tale, come quasi tutti gli speysider non è torbato. Risulta quindi particolarmente fruttato, caratterizzato da evidenti spezie dolci ed un finale vanigliato.

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