Cosa significa “NAS” nel mondo dei whisky?

Se sei nuovo nel moderno mercato del whisky, potresti essere confuso nel leggere il termine “NAS”, anche se sai che sta per “No Age Statement” letteralmente “nessuna dichiarazione di età”

Come può un whisky non avere età? Perché il termine è importante e perché sembra che sia causa di molte controversie nelle discussioni online? Cerchiamo di capirne un po’ di più.

Innanzitutto, sappi che NAS è solo un nuovo termine per un vecchio concetto. Le leggi sull’etichettatura nella maggior parte dei paesi produttori di whisky specificano che se una dichiarazione di età appare su una bottiglia di alcolici, quel numero deve riflettere l’età del componente più giovane nella bottiglia. 

Non è possibile combinare whisky di 10 anni e whisky di 30 anni e rivendicare un “30” sull’etichetta. Si tratta di un regolamento a tutela dei consumatori creato a metà del XX secolo (in molte parti del mondo) per combattere le etichette fuorvianti.

ardbeg corryvreckan

L’inizio delle dichiarazioni d’età

Non esistevano whisky con dichiarazioni di età fino al cosiddetto “whisky loch” degli anni ’60, quando un calo della domanda ha causato un vasto accumulo di barili di whisky di età sempre crescente in Scozia, tanto che i produttori disperati iniziarono a spingere sull’età avanzata della botte per distinguere i loro prodotti in un mercato invaso da vodka e gin economici e alla moda. 

Questo alla fine ha creato la percezione del consumatore che il whisky invecchiato fosse un whisky migliore e che dovesse esserci una correlazione diretta tra età e qualità (c’era, dopo tutto, una correlazione misurabile tra età e prezzo).

In questo modo i produttori di whisky scozzese hanno finalmente iniziato a ottenere ciò che stavano chiedendo: la domanda.

Correndo veloce ai primi anni 2000, grazie all’avvento dei social media in cui gli appassionati possono incontrarsi e grazie ai prezzi rimasti relativamente bassi dal “whisky loch”, tutto ciò ha creato una frenesia globale per gli alcolici invecchiati.

La nascita dei whisky NAS

Nel giro di poco, l’industria dello scotch whisky è passata dall’avere enormità di whisky invecchiati da smaltire ad una carenza degli stessi tanto che spesso gli scaffali dei negozi rimanevano vuoti anche per mesi in attesa di nuovi rifornimenti di whisky con determinate dichiarazioni di età.

Quelle enormi scorte di vecchie botti di whisky hanno improvvisamente trovato una collocazione sul mercato quando i produttori hanno scoperto di poter vendere qualsiasi whisky con un nome di distilleria riconoscibile e una dichiarazione sull’età.

Ecco il problema: con tutte quelle vecchie scorte di whisky vendute, e senza avere abbastanza whisky maturo nei magazzini per imbottigliare la linea standard con la dichiarazione d’età creata poco prima, i produttori si sono trovati con un grosso problema.

Se avessero soddisfatto la domanda rilasciando whisky più giovane, avrebbero dovuto abbassare le dichiarazioni di età. Dopo tutto il lavoro di marketing e la rieducazione dei consumatori, questo sembrava un suicidio commerciale.

Se, tuttavia, si fossero attenuti alle dichiarazioni di età dichiarate, non sarebbero stati in grado di capitalizzare la richiesta del whisky quando gli scaffali si sarebbero svuotati, il che era inaccettabile per gli azionisti. La risposta era ovvia: abbandonare del tutto la dichiarazione dell’età. 

I produttori di whisky sono stati intelligenti su questo. Sapendo che i consumatori di whisky moderni erano un gruppo sensibile e orientato alle tendenze con l’era dell’informazione a portata di mano hanno cercato di trasformare un problema in un aspetto positivo, grazie al marketing.

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Hanno riscritto la narrazione, prova a pensarci: crea un miscela di single malt, inventa una edizione speciale a tiratura limitata con un misterioso nome gaelico e un significato piuttosto rilevante, e dì che è stata creata dalla semi-celebrità della distilleria: il “master blender”. 

Afferma che questa miscela speciale richiedeva che un po’ di whisky più giovane fosse mescolato con i malti più vecchi e spiega così la mancanza di una dichiarazione sull’età. 

Qualsiasi cosa tu possa pensare di ciò, si è scoperto che è stata una mossa geniale, ed è stata rapidamente copiata da quasi tutti nel settore. Alcuni marchi hanno persino iniziato a sostituire la loro linea standard con i NAS sostitutivi perchè ovviamente hanno regole meno stringenti.

NAS non è necessariamente una “fregatura”

Ora, prima di scendere in piazza con cartelli che demonizzano i NAS, renditi conto che l’approccio non è tutto fumo negli occhi. 

Proprio come un martello può essere utilizzato per costruire una casa o commettere un crimine violento, il NAS può essere utilizzato come strumento per la creazione di un whisky migliore della somma numerica delle sue parti. 

Due splendidi esempi di questo sono Aberlour A’Bunadh e Ardbeg Corryvreckan. Questi provengono entrambi da distillerie eccezionali e dimostrano che puoi creare un whisky migliore combinando attentamente la vivacità e la potenza del whisky giovane con la raffinatezza concentrata e morbida del vecchio whisky. 

L’A’Bunadh è una bomba allo sherry migliore per quella vena di frutta rossa fresca e brillante che lo attraversa, proprio come il Corryvreckan è migliore per la torba aspra e giovanile che bilancia l’Ardbeg stabile, rotondo e maturo. 

Non si può affermare che nessuno di questi sia un tentativo di aumentare le scorte perché sono entrambi imbottigliati full proof (o quasi). Se queste aziende stessero solo guardando i profitti, avrebbero potuto facilmente rilasciare il 50% in più di casse imbottigliando al 40% di gradazione alcolica e mantenendo il nome gaelico (e probabilmente il prezzo).

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L’aspetto negativo dei NAS

L’avvento e la proliferazione del NAS, sebbene non sia intrinsecamente una cosa malvagia, rimuove le informazioni che erano precedentemente disponibili per i clienti per fare scelte informate. 

A causa del NAS, ora è un po’ più difficile scegliere una bottiglia, non assaggiata, da uno scaffale e avere una ragionevole aspettativa della qualità del suo contenuto in base all’etichetta. 

Talisker NAS

Senza una dichiarazione sull’età, potresti prendere un prodotto come A’Bunadh o Corryvreckan, o potresti finire con un whisky come Talisker Storm, che obiettivamente è tutt’altra cosa. 

Il NAS obbliga i clienti a diventare più informati o ad assumersi un rischio maggiore all’acquisto. Un aspetto negativo, senza dubbio, ma una conseguenza storicamente inevitabile della crescente popolarità del nostro distillato preferito.

Alcune note sull’invecchiamento del whisky

L’invecchiamento del whisky in rovere, in generale, lo rende migliore. La relazione, tuttavia, non è lineare. 

Il miglioramento da 1 anno a 3 anni è sorprendente (anzi, trasforma lo “spirito di malto” in whisky). Il miglioramento da 10 anni a 15 anni è piuttosto affidabile. Il miglioramento da 20 anni a 40 anni non è affatto certo

Molte vecchie bottiglie di whisky si sono rivelate insipide e fangose, che non valevano neanche lontanamente i soldi necessari per mantenere quel barile nei magazzini per così tanti anni. 

Allo stesso modo, alcuni tipi di whisky sono probabilmente migliori in giovane età: molti bourbon diventano imbevibili dopo il limite di 15-20 anni a causa dell’uso di quercia nuova e temperature di magazzino. 

I whisky torbati spesso perdono un grado significativo di potenza fumosa dopo 16-18 anni di invecchiamento (diventando diversi, non necessariamente peggiori). 

L’uso di alcune botti di finitura (ancora bagnate del loro liquido precedente) può mascherare completamente le sottigliezze di un whisky di malto se lasciato invecchiare per più di uno o due anni.

Conclusioni

Sebbene a noi tutti piacerebbe avere informazioni dettagliate su ogni prodotto acquistato, sebbene tutti vorremmo che sul retro di ogni whisky ci fosse non solo l’età del distillato, ma anche la tipologia di botte utilizzata, l’ubicazione del magazzino, la varietà dell’orzo utilizzato e quant’altro, purtroppo non è questo il mondo in cui viviamo.

La realtà è diversa, le regole sono diverse e l’unica cosa che possiamo fare è fare acquisti informati nei limiti di quanto ci è dato sapere.

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