Quanti tipi di whisky esistono? Ecco tutte le tipologie

Il mondo dei whisky è molto vasto, motivo per cui, per alcuni potrebbe essere difficile orientarsi. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa guida alle varie tipologie di whisky (e whiskey) che esistono.

Pronti? Partiamo subito col dire che vi è una principale differenziazione data dalla provenienza del distillato, all’interno di queste categorie, ci sono poi delle sotto-categorie che nascono dalla tipologia di materia prima utilizzata e dalle eventuali miscele utilizzate.

Ci stai capendo poco? Tranquillo, ora ti spiego meglio.

Tipologie di whisky

Scotch Whisky: il whisky che viene dalla Scozia

Senza ombra di dubbio, lo scotch whisky è il più importante e pregiato al mondo. La Scozia è universalmente riconosciuta come la patria di questo distillato, certamente il luogo in cui vengono realizzati i migliori whisky del mondo.

Le componenti che fanno della Scozia, l’area più importante al mondo per la produzione di questo distillato, sono diversi.

Da una parte vi è un’esperienza secolare, una autentica tradizione nella distillazione dei cereali, dall’altra vi è una componente legata al territorio che incide sia in fase di produzione (pensiamo alla torba che si trova in abbondanza in questi luoghi), sia in fase di invecchiamento.

Nella macro-categoria più importante, vi sono diverse sotto-categorie determinate dalla materia prima utilizzata per ottenere il whisky, analizziamole:

Single Malt Scotch Whisky

I single malt scotch whisky sono prodotti da una singola distilleria ed ottenuti da orzo maltato, nessun’altro cereale.

Tuttavia per realizzare alcuni prodotti, il disciplinare prevede la possibilità di poter utilizzare diversi malti (prodotti dalla medesima distilleria), l’età dell’invecchiamento riportato in etichetta si riferisce al malto più giovane tra quelli facenti parte della miscela.

A titolo esemplificativo, il celebre Ardbeg 10 è ottenuto miscelando diversi malti della distilleria Ardbeg, il più giovane tra questi è invecchiato 10 anni.

whisky della Scozia

Esistono anche single malt con età non dichiarata, si tratta di NAS (No Age Statement)in cui la distilleria decide, appunto, di non esplicitare l’età minima dei malti contenuti, Ardbeg Uigeadail e Corryvreckan ad esempio.

In questi casi, il disciplinare dello Scotch Whisky prevede comunque un invecchiamento minimo di 3 anni. In molti casi si tratta di prodotti molto giovani, in altri di prodotti più maturi, come presumibilmente accade con gli Ardbeg citati sopra.

Grain Whisky

Si tratta di whisky di scarsa diffusione rispetto al precedente. Ottenuto dalla distillazione in una sola distilleria di orzo maltato a cui sono aggiunti altri cereali.

Tendenzialmente sono utilizzati per il blending poichè scarsamente apprezzati dagli intenditori, salvo sporadiche etichette con invecchiamenti particolarmente lunghi.

Blended Malt Whisky

Sono whisky ottenuti dalla miscela di differenti single malt provenienti da diverse distillerie. Generalmente non sono affatto male.

Equilibrati e morbidi, tendenzialmente sono prodotti più “facili” rispetto ai single malt.

Esempi celebri e virtuosi sono Johnnie Walker, Chivas Regal, Big Peat.

Blended Scotch Whisky

Si tratta di una categoria che ricopre una grossa fetta di fatturato di whisky. Sono ottenuto da una miscela di Grain Whisky a cui vengono aggiunti (in percentuale minore) differenti Single Malt prodotti da differenti distillerie, il tutto per ottenere il giusto equilibrio gusto olfattivo.

Si tratta del gradino più basso degli scotch whisky, prodotti molto commerciali.

Irish Whiskey

Irish” identifica il prodotto distillato e invecchiato in Irlanda, esattamente come “Scotch” identifica quello distillato e invecchiato in Scozia.

L’Irlanda è l’unica nazione che può contendersi le origini di questo prodotto. Anche in questo caso la storia e la tradizione di produrre e vendere whiskey nel mondo, si tramanda da centinaia di anni.

Anche gli Irish Whiskey si suddividono, grossomodo nelle medesime sotto-categorie dei cugini scozzesi, a seconda delle materie prime utilizzate e del fatto che siano distillate da unica distilleria o si tratti di blend.

Evito di tediarvi perchè si tratta di prodotti molto meno diffusi in Italia, rispetto agli scozzesi e perchè le distinzioni, salvo piccole differenze (gli Irlandesi adottano una tripla distillazione rispetto alla doppia degli scozzesi), sono pressochè le stesse di sopra.

American Whiskey

Si tratta di whiskey prodotti ed invecchiati negli Stati Uniti, le principali distinzioni, sono legate alle materie prime utilizzate e secondariamente alle zone di produzione. Vediamo nel dettaglio quali sono.

Bourbon Whiskey

Il Bourbon è il distillato americano più diffuso e apprezzato, un prodotto di buon livello. La sua caratteristica peculiare la definisce il disciplinare di produzione che obbliga ad usare un minimo del 51% di mais ed un invecchiamento di almeno 4 anni in botti di quercia americana carbonizzata.

Straight Bourbon

E’ un bourbon a tutti gli effetti, l’unica differenza sta nell’invecchiamento, anzichè 4 anni come nel Bourbon, il minimo è di 2 anni per lo Straight.
Tendenzialmente si tratta di prodotti usati per cocktail.

Uno degli esempi più conosciuti è il Bulleit Straight Bourbon.

Rye Whiskey

Al contrario dei Bourbon, i Rye Whiskey sono ottenuti con un minimo di 51% di segale. Il suo gusto è meno dolciastro, più erbaceo rispetto al Bourbon. L’invecchiamento come nel caso del Bourbon, deve essere avvenuto per un minnimo di 4 anni.

Tennessee Whiskey

Si tratta sostanzialmente di Bourbon prodotto nello stato del Tennessee, con l’unica differenza che in questo caso, prima dell’imbottigliamento, avviene una filtrazione ai carboni d’acero che accentua i sentori di fumo.

Il più celebre Tennessee Whiskey è senza dubbio il Jack Daniels.

Moonshine

Doverosa una citazione per il Moonshine, un lontano precursore dei whiskey. Si tratta di distillato di mais non invecchiato, un prodotto che veniva realizzato clandestinamente nel periodo del proibizionismo.

Alcune distillerie producono ancora oggi una ampia gamma di moonshine classici ed aromatizzati a varie essenze che rendono più “bevibile” questo distillato.

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Whisky Giapponesi

Nati come emuli dello scotch whisky, oggi i whisky giapponesi hanno un loro carattere distintivo ed annoverano ormai prodotti di qualità eccelsa che non di rado hanno svettato nelle manifestazioni di settore a discapito anche degli scotch whisky.

Anche tra i whisky nipponici esistono due principali differenziazioni: single malt e blended. Sebbene ogni distilleria abbia le proprie caratteristiche distintive, in linea di massima i giapponesi sono molto profumati, composti ed eleganti.

Tra le principali distillerie del Sol Levante, segnalo Nikka, Suntory, Yamazaki.

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