Ecco tutte le differenze tra pandoro e panettone

Quali sono le differenze tra pandoro e panettone? Forse questa potrà sembrarti una domanda strana la cui risposta è ovvia, per non dire scontata.

Tuttavia stiamo parlando di due dolci popolari in Italia e nel mondo che, ogni anno, figurano sulle tavole di tutte le famiglie quando si avvicinano le feste natalizie.

Il business di pandoro e panettone è a dir poco milionario e questi due dolci semplici e gustosi corrispondono ad una importante fetta di mercato dell’economia nazionale.

pandoro e panettone

Illustri pasticceri e maestri nostrani si cimentano di anno in anno ad elaborare ricette sempre più pregiate, selezionando con cura materie prime semplici ma che, mescolate con sapienza, danno vita a due dei dolci più importanti della nostra tradizione culinaria.

Ecco perché oggi esamineremo con attenzione le differenze tra pandoro e panettone dopo aver cercato di chiarire quale dei due sia considerato il più amato nel nostro Paese.

Pandoro e panettone sul mercato

Come anticipato nell’introduzione di questo articolo il valore di mercato di pandoro e panettone in Italia nel mondo vanta cifre a molti zeri.

Considera che nel 2018 l’export di pandoro e panettone ha generato un tesoro di oltre cinquecento milioni di euro con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.

Dalle indagini di Confartigianato è risultato che in testa ai Paesi che importano questi due dolci c’è la Francia da cui deriva un fatturato pari a 125 milioni di euro e che rappresenta il 20% dei dolci esportati.

Seguono Germania e Gran Bretagna ma sono in rapida crescita le esportazioni in Belgio, Polonia e Svizzera.

Al di fuori dell’UE sono gli Stati Uniti a vincere il titolo di Paese estero che consuma più panettoni e pandori italiani con ben 32 milioni di euro spesi in importazione.

Chi vince tra i due dolci? Ovviamente il panettone resta il dolce più esportato, nonché quello più amato nel nostro Paese dove le più autorevoli pasticcerie promuovono le proprie ricette a ridosso delle feste dando spazio alla creatività con composizioni estrose a base di creme e frutta locale che ti consigliamo al più presto di assaggiare.

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L’impasto

Gli ingredienti utilizzati nelle ricette tradizionali di pandoro e panettone sono più o meno simili per cui ciò che li distingue è il metodo di lavorazione e l’aggiunta di qualche piccolo dettaglio di gusto.

Ovviamente tutti sanno che il panettone è il dolce impreziosito da canditi e uvetta mentre il pandoro è quello a forma di soffice stella spolverato di zucchero a velo.

Per la precisione il pandoro tradizionale veronese è un dolce di alta pasticceria italiana che viene preparato con tre lavorazioni a base di lievito madre, lievito di birra, uova, burro, vaniglia e zucchero a velo.

L’amalgama degli ingredienti viene trattata per ben tre impasti e richiede una precisione chirurgica nel dosaggio e nella lievitazione. Questa lavorazione da vita ad un dolce soffice e lievitato dai colori dorati e dal sapore dolcissimo come vuole la tradizione.

Il panettone, invece, è un dolce a base di acqua, farina 0, sale, uova fresche, latte, burro, zucchero, arancia e cedro candito, uvetta sultanina, vaniglia e lievito madre.

Anche questo dolce viene lavorato per molte ore, alterando fasi di lievitazione e fasi di impasto che danno vita ad un soffice pane tondeggiante dall’aspetto invitante e profumato alla frutta.

La forma

Il panettone si distingue a occhio nudo dal pandoro per via della sua forma tonda incorniciata da uno stampo di carta di color marrone scuro.

Sulla superficie del dolce, di colore marrone, fa capolino la “scarpatura”, il tratto distintivo dei panettoni di qualità. Si tratta di un intaglio a forma di croce che il pasticcere realizza prima della cottura e che da vita ad uno squarcio invitante che prende le sembianze di un fiore a quattro petali.

Il panettone assume questa forma dopo una lunga lavorazione e a fine cottura viene posto a raffreddare a testa in giù.

panettoni artigianali

Il pandoro, invece, ha una forma che richiama l’arte, come abbiamo ampiamente illustrato nel nostro articolo dedicato alla sua storia.

Difatti Domenico Melegatti brevettò la ricetta del dolce a forma di stella ad otto punte ispirandosi al pittore impressionista Angelo Dall’Oca Bianca.

La provenienza

Se c’è una notizia di cui siamo assolutamente certi quella riguarda la provenienza del pandoro che nasce a Verona dall’idea di Domenico Melegatti, il popolare creatore leader dell’industria dolciaria.

Certo è che Melegatti non inventò il pandoro da solo ma si ispirò sia nella forma che nella ricetta a ciò che era già stato inventato in passato.

Difatti la ricetta riprende quella del Levà, un dolce tipico della zona mentre la forma, come sappiamo, si ispira all’arte.

La storia del panettone, invece, risulta un tantino più complessa, considerando che a reclamarne la paternità sono due terre molto distanti tra loro: Sicilia e Lombardia.

Oggi sappiamo che in entrambe le regioni si producono panettoni artigianali di pregio ma quale delle due terre è quella in cui nacque il panettone?

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Abbiamo provato a rintracciare la provenienza di questo dolce scavando molto a fondo nella storia del nostro paese ma ciò ne è venuto fuori non ci ha dato risposte certe.

Il punto è che sulle origini e la provenienza del panettone coesistono numerosi racconti storici che ad oggi non siamo in grado di verificare sebbene quasi tutte le teorie convergano su Milano ai tempi dei duchi e dei visconti.

La leggenda del panettone di Milano, quindi si perde tra racconti e storielle verosimili che contribuiscono a rendere questo dolce il re indiscusso del Natale, seguito a ruota dal pandoro.

Riconoscimenti e prestigio

Pandoro e panettone si contendono quasi da sempre il primato sulle tavole degli italiani perché sono due dolci letteralmente in grado di dividere in due l’opinione del nostro Paese.

Puoi verificare di persona quanto affermiamo chiedendo ad amici e parenti quale dei due dolci sia il loro preferito e vedrai che nessuno dei due raggiungerà mai l’unanimità.

Entrambi sono regolamentati dal Decreto del 22 luglio 2005 per cui la denominazione che assumono è riservata ai soldi dolci prodotti attraverso gli ingredienti contenuti nella lista del testo normativo.

Nello specifico il decreto in oggetto è stato emanato dal Ministero delle Attività Produttive e disciplina la produzione e la vendita di alcuni dei più tradizionali prodotti dolciari da forno del nostro Paese.

In questo Decreto il panettone e il pandoro rientrano tra i prodotti per cui è necessaria una corretta informazione e trasparenza del mercato.

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Usi alternativi in cucina

Il pandoro ed il panettone sono spesso oggetto di creative ricette che mirano al riuso e alla riduzione degli sprechi. Nello specifico il pandoro è un dolce che ben si presta ad esser riciclato per colazione quando in casa ne è avanzato parecchio dalle feste.

La sua durevole morbidezza si sposa con marmellate e creme spalmabili. Quando invecchia, invece, diventa l’accompagnamento ideale per una bella tazza di latte caldo, magari con una piccola cucchiaiata di miele o di cacao.

Il panettone, invece, è spesso impiegato in abbinamento ad aperitivi salati, magari a base di prosciutti e formaggi locali. Al tempo stesso può essere impiegato per realizzare dolci e semifreddi squisiti di cui abbiamo scritto alcune ricette in questo articolo.

Cosa li accomuna entrambi? Sicuramente il fatto che non devono essere assolutamente sprecati per cui, prima di gettarli nell’immondizia, pensaci bene due volte. Intesi?

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