Grano Senatore Cappelli, qualità, salute e…bontà.

campo-di-grano“Senatore Cappelli? Cos’è? E’ il nome dell’azienda produttrice?”: ecco i quesiti a cui rispondo quotidianamente nel momento in cui illustro la pasta.  E forse ve lo sarete chiesto anche voi, leggendo le mie ricette, lo nomino sempre! E’ un nome curioso, lo so, ma qui le aziende produttrici non c’entrano affatto: Cappelli è il nome di un grano e…che grano! Addirittura è stato definito “razza eletta”!  Questo grano deve il suo nome al Senatore Raffaele Cappelli, autore della riforma agraria che portò alla distinzione tra grani duri e teneri nei primi anni del ‘900.

Per decenni è stata la coltivazione più diffusa, soprattutto in Basilicata e Puglia: successivamente, però, data la sua scarsissima resa quantitativa (sinonimo, quindi, di altissima qualità), il grano Cappelli è stato sostituito da piantagioni più produttive.  Perché noi abbiamo scelto questo grano? Beh, per diverse ragioni. Primo, è un frumento aristato (dotato, cioè, di ariste, i filamenti che si notano nelle graminacee) ed anche molto duro, per cui la pasta rimane sempre “al dente”, non scuoce mai.  Secondo, contiene percentuali più elevate di lipidi, amminoacidi, vitamine e minerali, nonché caratteristiche di elevata digeribilità: è, quindi, un toccasana per la nostra salute.  Terzo, non ha mai subito le alterazioni delle tecniche di manipolazione genetica dell’agricoltura moderna, che sacrificano sapore e contenuto tradizionale a vantaggio di rendimento elevato.  Quarto, oggi il grano Cappelli è coltivato solo mediante agricoltura biologica in alcune zone incontaminate dell’entroterra lucano (calanchi).

Infine, è anche adatto contro le intolleranze al glutine ed allergie: questo perché il grano duro Senatore Cappelli è esente da ogni contaminazione da mutagenesi indotta con raggi x e y del cobalto radioattivo oggi utilizzati in agricoltura. Ciò lo rende diverso da tutte le altre varietà di grano duro OGM irradiato.  Che parolooooooni! No, non ho mangiato pane e vocabolario! Il mio fornitore mi ha spiegato tutto questo ma forse, come la mia amica Gaia mi fa notare, sto dando troppe cose per scontato.   A partire dagli anni ’80, grazie ad un gruppo di ricercatori, si iniziò ad irradiare il Grano Cappelli con raggi gamma del cobalto radioattivo, provocando mutazioni genetiche.  In particolare il grano è stato “nanizzato” in modo tale che le spighe non crescessero molto in altezza (le spighe di grano Cappelli sono altissime!).  In questo modo, però, la varietà è stata inevitabilmente mutata ed ibridata alla varietà “Creso”, di origine messicana e che costituisce oggi il 90% della produzione di grano mondiale.  Ecco perché si puà dire che il grano “Creso” sia da considerarsi Ogm-modificato, e il grano Senatore Cappelli no!  Il grano Cappelli è la varietà originaria che, non avendo subito mutazioni genetiche, non sviluppa allergie ed intolleranze.

Riassumendo, qualità, salute e genuinità racchiuse in un solo semplice prodotto.

Tutte ottime ragioni per scegliere il grano Cappelli.  Provate la nostra pasta biologica e le nostre farine Senatore Cappelli…trovate tutto qui.

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