Non solo Alba o Norcia…anche la Basilicata è terra di TARTUFI!

tartufo-biancoAltro che Alba, con il suo tartufo bianco pregiato (foto Mobyp) o Norcia, famosa per il suo nero pregiato…la Basilicata è una grandissima terra di tartufi! Il problema è che sono solo in pochi a saperlo, nonostante ci sia una grandissima tradizione culinaria alle spalle e, soprattutto ricerche abbastanza recenti.  Ricerche di gente lucana, e non, che da alcuni anni ha individuato alcune zone particolarmente ricche di questi preziosi tuberi, ma non solo: anche ricerche scientifiche sulla qualità e sulla produzione, come quelle condotte dall’Alsia in collaborazione con il Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie Agro-Forestali dell’Università degli Studi di Basilicata, e con l’Istituto di Genetica vegetale del CNR di Perugia nel 2004.

In Basilicata sono presenti allo stato spontaneo numerose specie di tartufo, tra cui:

– il Tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico)
– il Tartufo nero estivo o Scorzone (Tuber aestivum Vittad.) (vedi sotto foto di Allerina)
– il Tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii Vittad.)
– il Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.)
– il Tartufo uncinato (Tuber aestivum Vitt. forma uncinatum Chat.)
– il Tartufo brumale (Tuber brumale Vittad.)
– il Tartufo nero moscato (Tuber brumale Vittad. forma moschatum Ferry)
– il Tartufo nero di Bagnoli (Tuber misentericum Vittad.)
– il Tartufo nero liscio (Tuber mascosporum Vittad.)

tartufo neroLa produzione di tartufo in Basilicata, quindi, non è solo quantitativamente importante, ma è stato appurato che è anche di altissima qualità e, soprattutto tipicamente lucana.  Riguardo alla tipicità del tartufo lucano, gli studi hanno dimostrato che alcuni esemplari di T. magnatum (bianco pregiato) della Basilicata presentano alleli tipici di alcune regioni meridionali e, inoltre, la frequenza di tali alleli raggiunge valori pari o prossimi al 100% solo ed esclusivamente nei tartufi lucani, differenziandoli da quelli di tutte le altre località esaminate.  Ma allora, mi chiedo, se è vero che la Basilicata ha questi tartufi pregiatissimi ed unici, perché nessuno ancora lo sa? Perché quando ai miei clienti parlo del tartufo di Basilicata mi chiedono “Perché? In Basilicata c’è il tartufo?”.

Lo chiedo al mio grande amico Luigi, un tartufaio autorizzato di Basilicata, che fa questo mestiere da anni.

“Purtroppo, Angela, faccio molta fatica anch’io a dimostrare la qualità dei nostri tartufi, ma…c’è molto scetticismo!”

A questo punto ne approfitto per fargli qualche domanda…

E secondo te, perché?

“Perché purtroppo l’amministrazione e gli enti pubblici lucani non ci aiutano a valorizzare e a proteggere le specialità enogastronomiche lucane, cosa che invece i piemontesi e gli umbri sono riusciti a fare.  Loro sono riusciti a creare un mito intorno al loro tartufo, quasi un status symbol, tanto che la gente quando sente parlare del tartufo di Alba, pensa come ad un qualcosa di irraggiungibile, un lusso per pochi eletti.  Hanno applicato strategie di marketing simili a quelle applicate nell’ambito del vino francese…”

Tu sei molto bravo come cavatore di tartufi…

“Alt!”– Luigi mi blocca e mi corregge – “Non sono io bravo, è tutto merito dei miei meravigliosi cani, i miei cinque lagotti, che ho addestrato personalmente e che amo come fossero dei figli..”

Ok, riformulo la domanda, quali zone perlustrate per trovare così tanti tartufi?

“Beh, la zona precisa non te la posso dire…ti dico solo che prediligo le parti più fitte dei boschi e le radure lucane…”

Dove vendi il tartufo che raccogli?

“Ovviamente fornisco moltissimi ristoranti e privati di Puglia e Basilicata ma, ad ogni modo, spedisco in tutte le regioni italiane..”

Forse intendi dire “quasi tutte”! Non credo che spedisci anche in Piemonte…

“Certo che fornisco anche il Piemonte, ho clienti che a loro volta sono fornitori di molti ristoranti d’Italia…ripeto, tutte le regioni italiane!”

Ma come?! Non è un paradosso? Mi chiedo, ma i tuoi clienti poi dicono ai loro rispettivi clienti che si tratta di tartufo lucano? O lo spacciano per tartufo di Alba?

“Eh…(accenna un sorriso), questo non te lo so dire, io so solo che loro riconoscono l’alta qualità del mio tartufo. Ora, non so se dicono che si tratta di tartufo lucano ma…non credo, sinceramente”.

L’ultima risposta mi lascia davvero senza parole.  E penso, ma allora, se vado in un ristorante piemontese e chiedo del tartufo di Alba, c’è il rischio di pagare fior di quattrini il tartufo che invece mi regalerebbe il mio caro amico Luigi?  Ma io dico, com’è possibile che dobbiamo svendere in questo modo i prodotti della nostra terra quando, invece, potremmo anche noi crearci un business e tutta una fonte di ricchezza dai nostri tesori enogastronomici?

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