Ceraudo

L'azienda di Roberto Ceraudo, acquistata negli anni Settanta, è una sorta di museo all'aperto della biodiversità: olio, vino, ortaggi, frutta... tutto coltivato in regime di agricoltura biologica certificato dal 1988. Agricoltura vera, in altre parole, che vede coinvolti direttamente il figlio Giuseppe e la figlia Caterina, fresca di studi di Enologia a Pisa, in cantina. E naturalmente Susy, che da ormai dieci anni si divide tra la cantina e l'ospitalità, rappresentata da un agriturismo con annesso ristorante.

Il vigneto di Ceraudo è un corpo unico compatto, prossimo alla cantina, tra i 60 e i 150 metridi altitudine. I filari di uva convivono con bosco, olivi e altre colture, tra cui gli agrumi. Si è partiti con i vitigni internazionali chardonnay e cabernet accanto all'imancabile gaglioppo.

Frutta e sole, nel segno dell'eleganza: questa è la cornice dei vini Ceraudo, fedele a un'impostazione non caricaturale dello stile anni Novanta. Vini bianchi freschi, affinati solo in acciaio, i rossi costanti e affidabili, dolce e sapido il celebre Dattilo.