7 curiosità su Laphroaig che (probabilmente) non conosci

Laphroaig, la celebre distilleria di Islay, per i suoi innumerevoli estimatori di tutto il mondo, è sinonimo di torba, fumo, salinità ed anche “muscoli”.

Anche per coloro i quali non amano, anzi, diciamo pure detestano i whisky torbati, vale la pena di conoscere le curiosità che caratterizzano una delle più importanti distillerie di whisky del mondo, scopriamole insieme.

distilleria Laphroaig

Laphroaig è uno scotch whisky di Islay

Essere un Islay Scotch ha un significato importante. È come essere un nebbiolo piemontese, non certo un vino qualunque. 

Il luogo di origine qui è importante perché si ritiene che Islay sia il luogo di nascita del whisky in Scozia. Questi Scotch sono generalmente torbati, il che significa che l’orzo maltato viene essiccato grazie ad un fumo di torba ricco e profumato. 

Altre distillerie di Islay includono nomi come Ardbeg, Caol Ila, Bruichladdich, Bowmore e Lagavulin.

Laphroaig non poi così difficile da pronunciare

Si pronuncia in questo modo: la-froig. Guarda questo video di sette secondi dello stimato attore scozzese, Brian Cox. (Lui ha realizzato un sacco di video sulla pronuncia dello scotch)

Laphroaig produce single malt

A differenza di un whisky blended, ovvero miscelato (come il Johnnie Walker), lo scotch single malt è prodotto con orzo maltato proveniente da una singola distilleria. 

La maltazione è un processo molto laborioso, processo che le più grandi distillerie tendono ad esternalizzare. Laphroaig è un’eccezione; utilizza, infatti, circa il 20% del proprio orzo maltato nel totale del mosto utilizzato.

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La maltazione interna crea un profilo aromatico unico

Con 205 anni di storia, Laphroaig è sicura che i suoi forni diano una speciale nota “extra” al prodotto finito. 

Altro punto a favore della maltazione di Laphroaig è legata al pavimento su cui viene essiccato il malto di Laphroaig che si trova effettivamente sull’Oceano Atlantico, finestre spalancate e ventilatori attirano la brezza oceanica per lavare tutto l’orzo, in modo da ottenere fumo e sale, che è un contrasto che gli estimatori della distilleria adorano.

Utilizzano esclusivamente torba locale

Laphroaig ha varie espressioni: dall’entry-level di 10 anni, al Quarter Cask (prodotto con whisky invecchiato in un quarto di botte, aumentando il contatto con la quercia), a un eccellente Laphroaig 16 anni, sino a edizioni speciali invecchiate anche 30 anni.

Cosa hanno in comune tutte le etichette Laphroaig? Sono tutti whisky torbati

In effetti, l’espressione di 10 anni è torbato con la torba locale di Islay, un’ulteriore espressione del luogo, poiché Islay, essendo senza foreste, utilizza da sempre la torba come fonte di combustibile.

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Il Principe Carlo ama Laphroaig

Principe Carlo d’Inghilterra, ha festeggiato il suo 60° compleanno nel 2008 proprio presso la distilleria di Islay. E nel 2015, è ritornato per omaggiare la distilleria in occasione del 200° compleanno di Laphroaig.

La prima donna direttrice di distilleria, ha lavorato da Laphroaig

“Forza della natura” è la descrizione migliore per Bessie Williamson, che ottenne un lavoro estivo come dattilografa a Laphroaig nel 1934, e nel 1954 era la sua manager e proprietaria (ne ereditò la proprietà da Ian Hunter). 

Anche mentre lavorava come braccio destro di Ian Hunter, Williamson si rivelò una grande risorsa per Laphroaig, che da distilleria di scotch whisky, fu trasformata in un bunker di munizioni durante la seconda guerra mondiale. 

Williamson impedì al governo di distruggere gli alambicchi.

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