Quale è la differenza tra la grappa barricata e quella invecchiata?

Come tutti sappiamo la grappa è un’acquavite di vinaccia. Essa viene ricavata da uve italiane, fermentate e vinificate sempre in Italia.

Questo perché il termine “grappa” è ad indicazione geografica protetta e, quindi, nessun altro Paese al mondo può produrla utilizzando lo stesso nome, pur avvalendosi delle medesime tecniche.

Di grappe ce ne sono tantissime e tutte sono prodotte con un metodi artigianali e tradizionali, nel rispetto di una precisa procedura che coinvolge l’intero iter produttivo.

Pur non essendoci una classificazione ufficiale le grappe sono generalmente suddivise per il tipo e la durata dell’invecchiamento da cui deriva la domanda a cui risponderemo oggi: qual è la differenza tra grappa barricata e invecchiata?

botti grappa Sibona

La classificazione della grappa

Per rispondere dobbiamo risalire alla classificazione per affinamento e lavorazione, le fasi successive alla distillazione.

A tale proposito sappiamo che la grappa può essere giovane, aromatica, invecchiata, stravecchia (o riserva invecchiata) ed aromatizzata. Ognuna di queste tipologie di grappa ha un preciso colore, sapore e odore ma ciò che le caratterizza e le differenzia è appunto il tipo di lavorazione.

Nello specifico la grappa giovane è quella conservata in contenitori inerti fino alla vendita, ovvero imbottigliata in vetro e acciaio senza passare per l’affinamento.

La grappa aromatica è quella che viene prodotta mediante uve aromatiche come il Moscato, il Traminer e la Malvasia mentre quella aromatizzata viene affinata con aromatizzanti, erbe e frutti. Cosa sappiamo, invece, delle grappe barricate e invecchiate? Ecco un chiarimento.

Le specifiche del Ministero delle Politiche Agricole

Molto spesso queste due tipologie di grappe vengono confuse per il colore che assumono che è lievemente ambrato e più scuro delle grappe aromatizzate, aromatiche o giovani.

La confusione si origina anche dal fatto per cui una bottiglia può essere appartenente a più tipologie e, quindi, una giovane può essere anche aromatizzata o aromatica.

Lo stesso discorso vale per le grappe che vengono messe ad invecchiare ma per questo caso il Decreto Mipaaf del 2016 chiarisce ogni dubbio.

Si tratta del decreto che designa e definisce bevande spiritose ad indicazione geografica protetta, proprio come la grappa, per cui è reperibile la scheda specifica sul sito del Ministero delle Politiche Agricole.

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La grappa barricata o barrique

Il testo normativo prevede precisi criteri per la definizione di “Grappa barricata” o “barrique” tali per cui il distillato in oggetto debba essere maturato almeno metà del suo tempo di affinamento in botti di legno di rovere da 225 litri.

Dal momento in cui la produzione di bevande alcoliche e sottoposta al regime di “deposito fiscale”, il tempo di affinamento in botte è regolato e controllato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Questa sigilla i magazzini di invecchiamento in modo da renderli inaccessibili al pubblico e al personale della distilleria e per qualsiasi esigenza di ingresso occorre segnalare all’Agenzia il bisogno di accesso.

Le botti di rovere, dette anche “barrique” possono avere anche una capienza di 228 litri ma spetta sempre al controllo doganale la definizione e l’approvazione delle operazioni.

Le grappe barricate, a differenza di quelle giovani, sono contraddistinte da un piacevole aroma vanigliato e legnoso, che le rende dolci e fruttate.

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In cosa si differenzia da una grappa invecchiata?

La differenza è sottile e riguarda semplicemente il tipo di botte in cui il distillato trascorre l’invecchiamento.

Il periodo può essere compreso fra i 12 ed i 18 mesi, sempre previa certificazione delle Dogane, ma le botti possono essere di maggior capienza e realizzate con mix di legni come rovere e acacia.

Quindi gli aromi sono leggermente differenti, così come colori, persistenza e odori. Inoltre la caratterizzazione dell’invecchiamento classico viene tradizionalmente indicata sull’etichetta.

Se l’invecchiamento dura fino a 18 mesi ci troveremo davanti ad una Riserva o Stravecchia, una grappa morbida e vanigliata che risulta dolce e speziata, grazie alle essenze che trovano vita per via della lunga maturazione.

Ci sono grappe celebri che invecchiano anche per trent’anni e che risultano scure, speziate e mature, quasi liquorose.

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Qual è più pregiata?

Non possiamo rispondere a questa domanda perché per la grappa il periodo di affinamento non determina la qualità del distillato.

Chi predilige la grappa barricata o la stravecchia ha un palato che apprezza maggiormente la grappa dolciastra e morbida al contrario di chi sceglie quella giovane che, per sua natura, è aspra e dura ma pur sempre animosa ed avvolgente.

La qualità di una grappa dipende da tanti fattori tra cui la selezione di vinacce, il metodo di distillazione e l’eventuale aggiunta di aromi vegetali che arricchiscono il sapore e la persistenza sul palato.

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